Cem

Misurazioni CEM (Campi Elettromagnetici)
 
  • Campi elettromagnetici a bassa frequenza

ELF (extremely low frequency) è la terminologia anglosassone per definire i campi elettromagnetici a frequenze estremamente basse, ossia comprese tra 0 Hz e 3000 Hz. Nell´uso comune tali campi sono anche detti semplicemente "a bassa frequenza".

  

 

Le principali sorgenti artificiali di campi ELF sono:

  • i sistemi di trasmissione e distribuzione dell´energia elettrica, comunemente detti elettrodotti e costituiti da:
    - linee elettriche a differente grado di tensione (altissima, alta, media, bassa), nelle quali fluisce corrente elettrica alternata alla frequenza di 50 Hz
    - impianti di produzione dell´energia elettrica
    - stazioni e cabine di trasformazione elettrica
  • i sistemi di utilizzo dell´energia elettrica, ossia tutti i dispositivi, ad uso domestico ed industriale, alimentati a corrente elettrica alla frequenza di 50 Hz, quali elettrodomestici, videoterminali, etc.

In USA, Canada e Giappone si utilizza corrente alternata alla frequenza di 60 Hz.

In prossimità di un elettrodotto si generano un campo elettrico e un campo magnetico e l´esposizione è valutabile misurando separatamente l´entità del campo elettrico e del campo magnetico. Infatti a tale frequenza le dimensioni e distanze reciproche degli oggetti sono molto inferiori alla lunghezza d´onda.

 

 
 
Per le basse frequenze, indicate con l´acronimo di Elf (è il caso degli elettrodotti e delle cabine di trasformazione) diversi studi hanno portato a risultati significativi (si pensi all´aumento di incidenza delle leucemie infantili e di quelle linfatiche croniche professionali per esposizione a campi con induzione magnetica superiore a 0,4 microtesla, come riportato in una monografia dell´Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro del 2002 e da una recente pubblicazione della Lega italiana per la lotta ai tumori), vi sono di converso altri studi che giungono a risultati opposti (Linet et al. 1998; McBride et al. 1999).

Le conclusioni a cui sono pervenuti un gruppo di esperti (Neish) hanno alla fine stabilito che i campi Elf debbano essere considerati come un "possibile cancerogeno per l´uomo". "Possibile cancerogeno per l´uomo" è una classificazione usata dallo Iarc per denotare un agente per il quale esista una limitata evidenza di cancerogenicità nell´uomo e un´evidenza meno che sufficiente negli animali da esperimento.

    
 

Il problema nasce laddove gli elettrodotti passano vicino ad abitazioni o scuole, aziende o comunque a luoghi in cui la permanenza fisica dei cittadini ha luogo per più ore. A complicare le cose contribuisce la tendenza da parte dei Comuni a realizzare insediamenti nelle immediate vicinanze di elettrodotti esistenti.

La verifica dei Cem ELF ............................... ( in revisione)

 

 

  • Campi elettromagnetici ad alta frequenza

Le principali sorgenti artificiali nell´ambiente di campi elettromagnetici (cem) ad alta frequenza (RF), ossia con frequenze tra i 100 kHz e i 300 GHz, comprendenti cem a radio frequenze (100 kHz - 300 MHz) e microonde (300 MHz - 300 GHz), sono gli impianti per radiotelecomunicazione.

Tale denominazione raggruppa diverse tipologie di apparati tecnologici:

Impianti per la telefonia mobile o cellulare, o stazioni radio base (SRB)

Impianti di diffusione radiotelevisiva (RTV: radio e televisioni)

Ponti radio (impianti di collegamento per telefonia fissa e mobile e radiotelevisivi)

Radar

 

 

Un discorso diverso va fatto per le alte frequenze su cui operano, per esempio, le stazioni radio base per la telefonia cellulare. Il promemoria n. 183 dell´Oms "Campi elettromagnetici e salute pubblica. Effetti sanitari dei campi a radiofrequenza" afferma che l´esposizione a campi RF può causare riscaldamento o indurre correnti elettriche nei tessuti corporei. Il promemoria continua asserendo che, sulla base della letteratura attuale, non c´è alcuna evidenza convincente che l´esposizione a radiofrequenze abbrevi la durata della vita umana, né che induca o favorisca il cancro.

 

 

Sicuramente, con l´aumentare della distanza dalla stazione radio base cala l´esposizione alle onde elettromagnetiche. Ma un dato fondamentale da tenere in considerazione è la direzione di radiazione dell´antenna. Il fascio di radiazione emesso da un´antenna di telefonia mobile è direzionale e simile a un fascio di luce emesso da una torcia elettrica. Al di fuori del fascio di radiazione, dunque, l´esposizione è molto più bassa.

 

 

Anche per quanto riguarda le emissioni generate dai telefonini non si hanno evidenze scientifiche sugli eventuali danni a lungo termine derivanti dall´esposizione prolungata ai campi elettromagnetici. Gli studi epidemiologici e di laboratorio condotti fino a oggi hanno escluso con un ragionevole grado di certezza che i telefoni cellulari provochino il cancro, almeno per durate d´uso fino a cinque anni (Report SSI:16). Rimane il fatto che durante una conversazione la potenza di emissione di un cellulare è concentrata in un´area particolarmente delicata come quella del cranio.

A livello internazionale è stata fissata un´unità di misura per i telefoni cellulari denominata Sar. Acronimo di Specific Absorption Rate, il Sar indica il valore delle radio frequenze assorbite dall´uomo durante l´utilizzo di un telefono cellulare. Tecnicamente il Sar è definita come l´energia assorbita per unità di tempo e per unità di massa da un elemento di un corpo biologico investito da radiazione elettromagnetica non ionizzante.

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